Capua

Capua

Capua

Viene chiamata con questo nome una piccola farfalla bruna, con apertura alare di circa due centimetri, abbastanza diffusa nei frutteti del nord Italia; si tratta di un insetto detto ricamatore, perché le larve di questa farfalla si cibano del fogliame e della frutta delle piante, disegnandovi sopra una fitta rete di sottili cunicoli, simili a delicati ricami. Non sono insetti molto diffusi in Italia, ma se presenti in una coltivazione possono causare danni anche gravi, tra cui soprattutto la diminuzione del raccolto ed il deprezzamento dei frutti. Questo insetto produce molte uova, che depone sulla pagina inferiore delle foglie; dalle uova nascono numerose larve, che prediligono inizialmente i germogli floreali e le foglie più tenere e delicate. Nel corso della loro vita possono attaccare anche i frutti, difficilmente erodono il legno o la corteccia.


Ciclo biologico

La capua svolge due generazioni all'anno; le larve già sviluppate si annidano in autunno in minuscoli bozzoli, prodotti tra le scaglie della corteccia, nelle fessure, sotto le foglie secche autunnali. Così protette dal freddo sopravvivono senza problemi fino all'arrivo della primavera, quando si risvegliano ed attaccano i germogli, in aprile e maggio; dalle larve impupate nascono gli adulti, in maggio e giugno, che possono accoppiarsi e depositare le uova. La prima generazione nasce tra la fine di giugno e l'inizio di luglio, e si ciba del fogliame e anche dei frutti delle piante del frutteto. Queste larve divengono adulte in agosto, in tempo per produrre nuovamente le uova, che si schiuderanno prima dell'autunno. Le larve della seconda generazione svernano per prepararsi per la primavera dell'anno successivo.


Lotta alla capua

La lotta a questo insetto avviene assieme a quella per altri lepidotteri ricamatori, come pandemis o archips; visto che questi insetti producono più generazioni durante la primavera e l'estate, e che il numero di uova deposte è strettamente correlato al numero di adulti che sfarfallano, è importante monitorare il numero di farfalle presenti nel frutteto, prima di effettuare qualsiasi trattamento. In questo modo si interviene solo quando gli insetti costituiscono una minaccia reale; risulta difficile effettuare trattamenti preventivi, e gli insetti vanno colpiti con insetticidi mirati. Per questi motivi si mantengono monitorati i frutteti utilizzando delle trappole a feromoni: quando si catturano alcuni adulti per qualche giorno di seguito, si procede al trattamento di tutto il frutteto. Queste farfalle si debellano utilizzando insetticidi di vario tipo, che in genere non hanno efficacia al 100%, ma semplicemente mantengono controllata la popolazione.


Lotta biologica

La lotta con l'utilizzo di insetticidi non sempre è praticabile: spesso le larve sono in pieno sviluppo nel momento in cui le piante ingrossano i loro germogli, e alla fioritura. Durante la produzione dei fiori non è possibile effettuare trattamenti insetticidi, perché ucciderebbero o disturberebbero anche gli insetti impollinatori; e molti insetticidi risultano fitotossici se utilizzati sulle tenere foglie. Quindi in alcuni periodi dell'anno i trattamenti potrebbero causare danni peggiori a quelli prodotti dagli insetti. Per questo motivo da anni si cercano strumenti più rispettosi di piante ed insetti utili. Nei frutteti biologici si stimola lo sviluppo degli insetti antagonisti, tra cui alcuni imenotteri che si cibano delle uova e delle larve e di altri insetti ricamatori. Nel caso di infestazioni manifeste, si utilizzano prodotti mirati, come bacillus thuringensis, o virus della granulosi. Questi virus e batteri non sono per nulla dannosi per l'uomo, per i piccoli animali o per gli insetti utili, mentre sono mortali per le minuscole larve di capua.


Video: Capua: Mater Matuta Museum. Italia Slow Tour